Testimoni della Resistenza | Atlante popolare della memoriada Lecce e provincia nella Resistenza

Nato a Lecce nel 1880, arcivescovo di Trani.

Medaglia d’argento al valor militare
Motivazione: «Avuta conoscenza che un comando avversario stava per procedere, nella sue sede episcopale, alla fucilazione di 50 civili, a titolo di feroce ed ingiusta rappresaglia, interveniva immediatamente per evitarne l’esecuzione. Riuscito vano il suo intervento, impartiva ai morituri la sua benedizione e si poneva dinanzi ad essi, per condividerne la sorte. Con tale eroico esempio di carità cristiana si imponeva al comandante nemico il quale desisteva dal suo barbaro proposito. Trani, 18 settembre 1943».

Il 16.09.1943 a Trani (BT), in uno scontro a fuoco con un avamposto canadese, i tedeschi perdono cinque uomini. Due giorni dopo, per rappresaglia, 42 cittadini tranesi scelti a caso vengono condotti con forza in piazza Vittorio Emanuele II e preparati per la fucilazione.
Rivelatisi vani tutti i tentativi di dissuasione presso l'ufficiale tedesco, qualcuno corre ad avvisare l'arcivescovo Petronelli il quale si portò immediatamente sul posto, insieme al suo vicario, mons. Raffaele Perrone. Questo il suo racconto: "Ci dirigemmo da quella parte pronti ad ogni sacrificio, fino all'estremo della stessa vita, pur di salvare quella porzione del mio diletto gregge. Con ogni slancio implorai grazia a favore dei quei cittadini, proclamandoli innocenti di ogni delitto. Ma il comandante mi fece comprendere che essi dovevano vendicare l'uccisione dei loro soldati. Insistetti con maggior forza asserendo che i soldati erano morti perché uccisi da mano militare e nel dire ciò stringevo e mostravo la mia croce pettorale come testimonianza della verità. Intanto io scorgevo in lui una viva lotta interna che si manifestava attraverso i suoi scatti nervosi, quasi non potesse reggere alla mia presenza. Di questo presi nuovo motivo per insistere a perorare la causa assicurando, sotto la mia personale responsabilità, che nessun incidente si sarebbe più verificato". Dopo un colloquio di oltre mezzora, l'ufficiale cede, liberando i 42 prigionieri.

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